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Primo giorno

   
       
 

 

 

ORE 10:00 Sulla spiaggia

 

 

Camminando a piedi nudi percorriamo le spiagge più belle di Vieste:a nord e a sud dell'abitato.

 

A nord gli arenili sono incastonati tra penisole rocciose, quasi tutte sormontate da antiche torri di avvistamento a difesa della popolazione dalle  incursioni dei Turchi o dei Pirati.

 

A sud di Vieste la spiaggia detta del "castello"

 

Il paesaggio da qui è spettacolare: si scorge il borgo antico, su di essa si erige il maestoso Pizzomunno, singolare monolito di roccia calcarea.

 

Lunga circa tre Km, "la spiaggia del castello" è attraversata da numerosi torrenti che hanno consentito in passato l'esercizio della orticoltura.

 

Tra i ricordi degli anziani: la pesca dai Trabucchi, le barche tirate in secco quando non esisteva il porto, il bucato steso ad asciugare sulla calda e morbida sabbia.

 

   
       
       
 

ORE 18:00   VISITA AL CENTRO STORICO

Attraversando le antiche mura entriamo nel Borgo Medioevale. Ancora pochi passi ed ecco la Basilica Cattedrale in stile romanico, eretta nei secoli X-XI. 

 

Più in alto, il Castello edificato a strapiombo sul mare probabilmente prima dell'anno mille.  Intorno è ancora possibile osservare le antiche torri circolari.

 

Addentrandoci nei vicoli raggiungiamo la "Chianca Amara" dove il corsaro Dragut fece trucidare migliaia di Viestani.

 

E poi una serie di immagini da ricordare.

   
       
       
 

Secondo giorno

   
       
 

ORE 08:30 

Dal porto di VIESTE partono le motobarche per la visita alle GROTTE MARINE, meta obbligatoria per la conoscenza dei paesaggi GARGANICI.

Si estendono lungo la costa meridionale da Vieste a Mattinata, se ne esplorano una ventina, ognuna col suo nome e la sua leggenda.  

   
       
       
 

ORE 17:00 VISITA ALLA NECROPOLI   

La necropoli "La Salata" è un vasto complesso sepolcrale paleocristiano, databile intorno al III-IV sec. d. C., 

Ubicata in grotte, presenta sia loculi terragni che parietali, sigillati originariamente da lastre di terracotta.

"La Salata" presenta anche interessanti aspetti di natura geologica, botanica e faunistica. All'interno dell'area scorrono ruscelli di origine carsica e agli osservatori più attenti sicuramente non sfuggono i fossili di nummuliti intrappolati nella roccia. La vegetazione è quella tipica della macchia mediterranea e nella zona palustre l'avifauna si presenta particolarmente interessante.

   
       
       
 

Terzo giorno

   
 

(Foresta Umbra - Monte S. Angelo - S. Giovanni Rotondo)

   
       
       
 

ORE 09.00 

La Foresta Umbra grande circa 11.000 ettari è cosi chiamata poichè i raggi dal sole difficilmente riescono a penetrarvi.

Cosa si può fare in foresta?

  • Visitare il Museo Naturalistico, dove è possibile osservare animali imbalsamati, fossili, utensili primitivi, un plastico del Gargano e tant'altro.

  • Fare un tuffo nel passato entrando nella tradizionale Casa del Carbonaio garganico.

  • Ammirare mufloni e daini in spaziosi recinti.

  • Percorrere un sentiero naturalistico, circondati da alberi maestosi.

  • Sostare in un'area da pic-nic per riprendere fiato.
   
       
       
 

ORE 15.00 

Monte S. Angelo è la città dell'Arcangelo Michele che qui nel V secolo apparve all'interno di una grotta. 

La fama di Monte S. Angelo crebbe durante le crociate divenendo passaggio obbligato per pellegrini e crociati in viaggio per la Terrasanta.

Caratteristico il quartiere medievale di Junno dalle case a schiera

Tra gli altri monumenti del centro storico di Monte S.Angelo occorre ricordare soprattutto il Castello dalle varie fasi di costruzione: normanna, sveva e aragonese; la tomba di Rotari, probabilmente un battistero del XII secolo;Santa Maria Maggiore (secoli XI-XIII); S. Benedetto (secolo XIV).
I dintorni di Monte S.Angelo sono ricchi di testimonianze storiche e ambientali: è opportuno visitare l'abbazia di Pulsano fondata nel VI secolo, distrutta dai Saraceni nel 952 e poi ricostruita dai Benedettini nel 1129; la chiesa di Santa Maria degli Angeli del XIV secolo. 

   
       
 

Quarto giorno

   
       
 

    A 20 Km dalla costa garganica e con una popolazione di circa 300 abitanti (non tutti residenti nell’arco dell’anno), l’arcipelago delle Tremiti rappresenta il comune più piccolo della Puglia.

    Costituito da tre isole principali, S. Domino, S. Nicola e Capraia, è possibile raggiungerlo da Vieste con motonavi di linea, tranne che nella stagione invernale.

     Emerse e sommerse più volte nella loro storia geologica, un'antica leggenda vuole che queste isole siano enormi macigni scagliati in mare dal mitico eroe greco Diomede in segno di ira nei confronti di un destino crudele. Si racconta che le anime dei suoi fedeli compagni lanciassero grida disperate, avvertite con terrore dagli abitanti. Solo nella seconda metà del 1700 il mistero fu svelato. L’oscuro lamento è in realtà il verso di uccelli che popolano le grotte marine. Si tratta di popolazioni di berte minori e berte maggiori, le uniche lungo  la costa adriatica italiana. 

     Le Tremiti sono a tutti note per la purezza delle acque che mette in risalto gli splendidi fondali ricchi di alghe e una notevole varietà di specie ittiche.

     A tutela di tale patrimonio dal 1989 i “Sassi di Diomede” sono diventati riserva naturale marina.

 

Ore 9.30   Approdo nel porticciolo di San Domino, la più grande delle isole e, dopo una breve sosta, è consigliabile riprendere  il mare con una imbarcazione locale alla volta dei caratteristici  “Pagliai”, faraglioni appuntiti, l’apertura naturale dell’“Architiello” e le suggestive grotte marine.

L’isola di San Domino è caratterizzata da numerose scogliere ricche di piccole insenature sabbiose e da una folta presenza di pino d’Aleppo, oltre alle numerose specie vegetali che in primavera si rivestono di fioriture multicolori e che fanno dell’isola la perla verde dell’Adriatico.

 

Ore 12.30   Dopo una breve sosta nel Boschetto del Diamante per un ristoro veloce, si può visitare  l’isola di  San Nicola (centro monumentale, storico e amministrativo dell’arcipelago), risalendo per una stradina lungo il muraglione che porta al Castello Fortezza di Badia al cui interno si trova la Chiesa abbaziale di Santa Maria a Mare.